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Illuminazione del cibo: quali regole rispettare

Illuminazione del cibo: quali regole rispettare
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La percezione che abbiamo del cibo, in particolare in quello in esposizione nelle attività del settore, è estremamente importante e viene influenzata da tanti fattori, primo fra tutti d’illuminazione. Se gli alimenti non vengono illuminati nella maniera corretta, il rischio principale è quello di non riuscire ad attirare positivamente l’attenzione del pubblico.

Ci sono alcune piccole e semplici regole da seguire, quasi tutte basate sulla tecnologia dei Led che, grazie alla versatilità degli emettitori, fa gran parte del lavoro, permettendo così di risparmiare non soltanto sull’energia, ma anche sul numero di tentativi per trovare lo stile più adatto al cibo che proponiamo.

Quali sono i parametri principali

I parametri da tenere d’occhio sono il colore della luce, l’effetto sul prodotto e la resa cromatica.

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In media, è meglio utilizzare una luce da 3000 K con un tenue rosso per la carne, e giallo per i farinacei e il pane, sempre in tonalità calde e non sature. Queste servono per far risaltare il colore vivo del taglio sano e fresco, impedendone lo scolorimento, ed esaltare il giallo del farinaceo, senza però trasformarli in effetto pastello.

Carni bianche e pesce, invece, richiedono una luce neutra nella gamma dell’azzurro da 4000 K. In questo modo la caratteristica viene fatta risaltare in quanto tale, il prodotto appare più vivo, fresco e appetitoso e il risultato è sicuramente buono.

Stessa cosa vale per le verdure che, immerse in un alone di verde chiaro, vedranno in risalto le loro sfumature. Tale sfumatura di colore, infatti, aiuterà a mantenere i prodotti freschi.

La regola generale è che la luce da usare per gli alimenti freschi a vista ne riprenda i toni, ma non si imponga snaturandoli.

I colori non devono mai essere troppo distanti nella ruota cromatica, perché l’effetto può essere disastroso.

È importante notare come eventuali tentativi di rendere forzatamente più attraente un prodotto di basso profilo utilizzando semplicemente una luce che lo faccia apparire del colore giusto non faranno altro che allontanare il potenziale cliente.

Molto spesso, infatti, un alimento mal conservato assume toni di colore che si spostano rispetto a quello dominante e questo non è ciò che si vuol suggerire. Quello che si desidera è mettere in risalto tono su tono la qualità, rendendola più appetibile.

Bisogna puntare a sorgenti con una resa cromatica superiore a 90, come i tubi Led per alimenti che sono progettati per l’illuminazione ottimale, che permette di esaltare le caratteristiche intrinseche del colore e della texture degli alimenti.

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Esempi negativi, invece, sono il rosso acceso o profondo sulla carne o il blu glaciale intenso sul pesce. Non hanno un buon impatto sulla percezione del cliente che, anzi, spesso evita se vede che la luce falsa le caratteristiche.

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Diffondere e concentrare la luce

Illuminazione del cibo: quali regole rispettare - 1

Il cibo nel bancone non è isolato, come un’opera d’arte in un museo. Quindi si deve tenere in considerazione l’influenza dell’ambiente e delle superfici di riflessione. Un buon risultato della presentazione si ha con un valore atteso intorno ai 1500-2500 Lux.

Per quanto riguarda la disposizione della fonte luminosa, bisogna assolutamente evitare l’effetto lampada scialitica con la luce direttamente sparata sul cibo, perché non funziona e non è gradevole.

Anzi, molto spesso mette in evidenza imperfezioni che sono del tutto normali, ma che per un pubblico un po’ esigente e non troppo preparato possono dare una cattiva impressione.

Meglio adottare una soluzione diffusa, puntando a luci che vengano riflesse dai ripiani dell’espositore e, soprattutto, scegliendo sempre emettitori con un buon grado di direzionalità.

Anche se le zone in alcuni casi possono essere contigue tra loro, magari separate nel bancone o da un pannello trasparente in vetro, le luci non devono interagire troppo. Altrimenti si rischiano delle aree intermedie in cui la combinazione dei colori dà effetti ambigui, decisamente poco gradevoli.

In generale, poi, per ogni tipo di esposizione e non soltanto per il cibo, la luce del bancone deve essere inserita con un gradiente rispetto a quella ambientale.

Quindi, ci deve essere un buon rapporto di intensità tra le due, perché è vero che il cibo deve essere messo in evidenza, ma non deve risultare troppo isolato rispetto al contesto. Infatti, di solito, il cliente preferisce un ambiente più familiare, in particolare quando sta facendo la spesa al supermercato dietro l’angolo o nel negozio di fiducia.

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